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Homepage >> Web review >> I migliori articoli su rifugiati e immigrazione 8/2026

I migliori articoli su rifugiati e immigrazione 8/2026

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24 febbraio 2026
Nonostante il Governo dovrà risarcie la Ong Sea Watch, il nuovo DDL Immigrazione potrebbe minare persino i diritti dei e delle minori non accompagnate. I medici prendono una posizione netta sui Cpr.

1. Il Governo dovrà risarcire la Ong Sea Watch

I giudici di Palermo hanno condannato il Governo a risarcire la Ong Sea Watch per i fatti avvenuti nel 2019, quando la nave capitanata da Carola Rackete è illegittimamente stata sequestrata.

“In una decisione tutta in punta di diritto, i giudici palermitani hanno rilevato che la Ong aveva chiesto alla prefettura il dissequestro della sua nave (esattamente come previsto dalle leggi approvate dal governo) e che, poiché l’amministrazione non ha mai risposto, dopo un mese si è consolidato il “silenzio-accoglimento”. Dunque la nave avrebbe dovuto essere restituita, ma a fronte di questa richiesta, gli uffici pubblici sono intervenuti contro la riconsegna. Di qui il procedimento civile, con i giudici che hanno semplicemente stabilito il titolo per avere indietro la nave da parte della Ong per inerzia della prefettura e soprattutto il diritto a vedersi risarciti i danni per responsabilità extracontrattuale dell’Amministrazione, che ha illegittimamente trattenuto un bene non suo: un danno da «turbativa della proprietà» in gergo tecnico”, scrive la giornalista Giulia Merlo su Domani. E ancora: “Di qui il calcolo del risarcimento: 39mila euro di spese portuali; spese di benzina per 31mila euro e spese legali per 5mila euro. Insomma, il risarcimento del danno sono i costi vivi che altrimenti SeaWatch avrebbe dovuto pagare di tasca propria per una scorrettezza dell’amministrazione sequestrante”.

Infine: “va sottolineato che il riferimento di Salvini al referendum costituzionale sulla giustizia non ha un collegamento diretto con questa vicenda. La sentenza del Tribunale di Palermo riguarda l’applicazione di una norma già vigente, che impone all’amministrazione di rispondere entro termini precisi a un ricorso contro un sequestro amministrativo”, scrive il giornalista Marco Bellandi Giuffrida su Pagella Politica.

2. Sgomberati senza soluzione

A Ferrara sono state sgomberate centinaia di persone senza soluzione. La maggior parte di queste ultime è composta da persone di origine straniera.

“[…]Sono state sgomberate le ultime 300 persone delle circa 500 che abitavano nel cosiddetto “grattacielo” di Ferrara, un complesso di tre torri vicino alla stazione. Si tratta di uno dei più grossi sgomberi decisi negli ultimi anni in Italia. L’ordinanza era stata firmata dal sindaco leghista Alan Fabbri, dopo che la torre B era stata dichiarata inagibile a causa di un incendio avvenuto l’11 gennaio, e dopo che i vigili del fuoco avevano giudicato gli impianti antincendio delle altre due torri non a norma”, si legge su Il Post. E ancora: “Le famiglie hanno cominciato il trasloco (culle, animali domestici e beni essenziali) sotto la pioggia per poi essere separate: gli uomini in dormitori messi a disposizione dalle associazioni, donne e minori con l’Asp. Alcuni bambini piccoli hanno dovuto attendere al freddo anche tre ore – racconta una volontaria – i servizi sociali facevano fronte a una situazione non organizzata, senza priorità o cognizione della disponibilità di soluzioni per i fragili”, scrive la giornalista Luciana Cimino su Il Manifesto.

Infine: “Le famiglie di origine straniera non hanno di solito una rete parentale o amicale a cui affidarsi. George Shahzad, quando il manifesto lo raggiunge al telefono, sta uscendo dalla struttura dove ha lasciato la moglie incinta di 7 mesi e un bambino di nemmeno un anno. «La mattinata è stata molto pesante per lei, abbiamo girato tanto per sportelli ma non c’è stato niente da fare e ci hanno separato». Possiamo stare solo un’ora al giorno con la nostra famiglia in una sala comune – racconta – poi ci cacciano ma il dormitorio dove ho trovato posto apre alle 20.45, dove vado intanto?. Arrivato dal Pakistan quasi venti anni fa, ha comprato casa nel grattacielo nel 2024. Nessuno mi ha detto che c’erano problemi, né la proprietaria né il notaio, spiega”.

3. I minori non accompagnati sono “sotto attacco” nel disegno di legge sull’immigrazione, secondo le comunità di assistenza italiane

Il Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza (CNCA) italiano ha espresso preoccupazione per le misure incluse nel nuovo disegno di legge sull’immigrazione approvato dal governo all’inizio di questo mese. L’organizzazione ha evidenziato i rischi che il disegno di legge potrebbe comportare per i minori e gli adolescenti migranti non accompagnati che vivono in Italia.

“Tra le misure annunciate rientrano la riduzione del periodo in cui un giovane migrante viene affidato al sistema di protezione, dai 21 ai 19 anni, e il rimpatrio assistito, che verrebbe gestito dai prefetti anziché dai tribunali minorili, secondo il progetto di legge. Una riforma del genere rappresenterebbe un “passo indietro” rispetto alla legge n. 47 del 7 aprile 2017, riconosciuta in tutta Europa come un modello avanzato di tutela dei minori migranti, ha affermato il CNCA. Secondo l’organizzazione, “ridurre la continuazione dell’assistenza amministrativa, ovvero quando gli adolescenti possono godere del supporto e della guida del sistema di protezione, dai 21 ai 19 anni, significa interrompere i progetti di istruzione, formazione e lavoro durante una fase di consolidamento, lasciando migliaia di giovani senza supporto nella fase più delicata della loro transizione all’età adulta”, riporta Info Migrants.

E ancora: “Inoltre, il CNCA ha osservato che “l’introduzione di un limite più restrittivo per i minori migranti non accompagnati, rispetto ai loro coetanei italiani, creerebbe inoltre una disparità basata esclusivamente sulla cittadinanza, in palese contrasto con l’articolo 3 della Costituzione e con il principio del superiore interesse del minore affermato dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia”.

4. La presa di posizione dei medici sui Cpr

In seguito al caso di Ravenna, la Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri ha ribadito che le procedure sul trattenimento delle persone migranti devono essere riviste.

“La valutazione clinica del medico deve riguardare esclusivamente lo stato di salute dell’individuo e non costituire atto autorizzativo”, si legge nell’ordine del giorno approvato all’unanimità dal consiglio nazionale della Federazione. In altre parole: il medico, nel decidere se un migrante è idoneo a essere trattenuto o meno in un Cpr, tutela il diritto alla salute e la decisione del camice bianco non può essere subordinata a esigenze di ordine pubblico o di gestione migratoria”, si legge su La Presse. E ancora, tra i punti principali sostenuti dalla Fnmceo: “[…]Il primo è che l’atto medico è presidio costituzionale, sulla scorta dell’articolo 32 della Costituzione, che definisce la salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività; […] Il medico non autorizza provvedimenti amministrativi e non esercita funzioni di ordine pubblico, ma “attesta lo stato di salute e le eventuali condizioni di incompatibilità sanitaria. La tutela dei soggetti fragili, peraltro, è obbligo deontologico e costituzionale: non dipende dallo status giuridico e sociale”.

5. Arrestato il poliziotto per l’omicidio di Abderrahim Mansouri

Carmelo Cinturrino, il poliziotto che a Rogoredo (Milano) ha ucciso Abderrahin Mansouri è stato arrestato.

“La Polizia di Stato ha eseguito il fermo, disposto dalla procura di Milano, di Carmelo Cinturrino, l’assistente capo di Polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo”, riporta Domani.

E ancora: “Diversi gli elementi che hanno portato gli inquirenti al fermo: in primis le versioni concordanti degli altri quattro poliziotti, accusati di favoreggiamento e omissione di soccorso. Negli ultimi giorni erano inoltre emersi particolari sulla pistola – Mansouri sarebbe stato disarmato e l’arma portata sul luogo del delitto in un secondo momento –, sul ritardo nella chiamata dei soccorsi e soprattutto sul contesto in cui sarebbe maturato l’omicidio”.

6. I nostri nuovi articoli su Open Migration

Il nuovo rapporto della campagna Ero Straniero delinea un quadro desolante sullo stato dell’arte di accesso a documenti, diritti e lavoro delle persone straniere, sistematicamente spinte verso precarietà e marginalità. Ce ne parla Oiza Q. Obasuyi.

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