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Homepage >> Idee >> Asilo per i palestinesi: la risposta necessaria alla deriva di Israele
Patrizio Gonnella

Asilo per i palestinesi: la risposta necessaria alla deriva di Israele

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1 aprile 2026 - Patrizio Gonnella
La reintroduzione selettiva della pena di morte da parte della Knesset segna, secondo l’editoriale, una rottura con i principi fondamentali di diritto e democrazia. Di fronte a una misura considerata discriminatoria e disumana, l’Europa è chiamata a superare le ambiguità e riconoscere pienamente il diritto d’asilo ai palestinesi. Una scelta politica e simbolica per difendere diritti, giustizia e stato di diritto.

La decisione della Knesset di reintrodurre la pena di morte su base razziale è espressione plastica di un potere che ha disprezzo per la democrazia, i diritti umani, la giustizia e lo Stato di diritto. Il ricorso alla pena di morte in forma selettiva nei confronti dei palestinesi è la conferma che siamo di fronte a un Governo criminale, suprematista, tendenzialmente razzista. Tutti coloro che hanno a cuore la pace, la giustizia internazionale e i diritti umani ne avevano purtroppo consapevolezza da qualche tempo.

I negazionisti dei crimini commessi a Gaza e in Cisgiordania hanno ottenuto finalmente l’ammissione arrogante di responsabilità da parte delle autorità isrealiane. E’ finita la bella favola dell’unica democrazia del medio oriente assediata da regimi illiberali. Ciò accade nello stesso preciso momento storico in cui negli Stati Uniti, viceversa, si assiste al risveglio democratico dal basso di milioni di persone scese in piazza per manifestare contro l’autocrazia e il potere selvaggio trumpiano. Un risveglio che ha visto come protagonisti i nostri amici dell’American Civil Liberties Union. Un risveglio che, seppur in forma molto flebile, è presente nelle città israeliane. Laddove esiste, va sicuramente supportato, alimentato, protetto, prima che gli oppositori del regime al governo di Tel Aviv siano tutti costretti all’esilio.

Perché in un prodotto di informazione intitolato Open Migration abbiamo sentito la necessità di commentare la decisione del Parlamento di Israele di reintrodurre selettivamente la pena di morte contro i palestinesi? Perché, di fronte a un atto così palesemente violativo di ogni standard legale fondato sui principi di uguaglianza, ragionevolezza e rispetto della dignità umana, va pienamente riconosciuto il diritto di ogni palestinese a chiedere asilo in Europa. La nostra Europa, sia quella dei 27 sia quella riunita sotto l’egida del Consiglio d’Europa, non può limitarsi a espressioni generiche e diplomatiche di dissenso e contrarietà rispetto alle politiche di Netanyahu. Deve riconoscere con nettezza che siamo di fronte a una forma di potere dal quale è legittimo scappare, per la sua atrocità e disumanità. A tutti i palestinesi, di Gaza e della Cisgiordania, dobbiamo garantire il diritto d’asilo, anche a distanza. Un atto reale e simbolico nello stesso tempo, contro la protervia di chi sta facendo a pezzi il diritto, la giustizia e la pace. Serve anche ad assicurare il nostro futuro da tentazioni indoeuropee di inseguire tragicamente il modello sperimentato da Trump e Netanyahu.

Immagine di copertina di Ash Hayes su Unsplash

Etichettato con:diritti, guerra, Israele, Palestina

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