Open Migration

  • Chi Siamo
  • Contattaci Open Migration
  • Newsletter Open Migration
  • Condividi
  • Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

Subscribe to our mailing list

* indicates required
  • IT
  • EN
  • Missione
  • Politiche di frontiera
  • Diritto d’Asilo
  • Immigrazione & Integrazione
  • Dati
    • Dashboard
    • Infografiche
    • Fact-checking
  • Risorse
    • Approfondimento
    • Idee
    • Web review
    • Glossario
    • Quiz
  • Sostienici
Homepage >> Approfondimento >> Apologia al patrocinio al servizio della propaganda

Apologia al patrocinio al servizio della propaganda

Share
20 aprile 2026 - Gennaro Santoro
Il decreto-legge 23/2026 segna un punto critico per il diritto di difesa per le persone di origine straniera destinatari di espulsione. Tra incentivi economici per favorire i rimpatri e nuovi ostacoli al patrocinio gratuito, il ruolo dell’avvocato viene profondamente snaturato. Avvocatura e magistratura denunciano una deriva che subordina la tutela dei diritti alle logiche governative. In gioco non c’è solo una riforma tecnica, ma l’equilibrio stesso tra giustizia e propaganda.

Non capita spesso che avvocati e magistrati la pensino allo stesso modo. Non solo nelle aule di giustizia ma anche in tema di riforme della giustizia. Questo governo è riuscito a far convergere l’unanime disappunto di avvocatura e magistratura su due disposizioni di legge contenute nel decreto-legge n. 23/2026, nel testo emendato dal Senato e ora all’esame della Camera che di fatto annientano il diritto di difesa dello straniero destinatario di un provvedimento di espulsione dallo Stato.

La prima disposizione, inserita e già approvata dal Senato in sede di conversione del decreto-legge, interviene sulla disciplina dei programmi di rimpatrio assistito, prevedendo un premio per l’avvocato se il cittadino straniero assistito presenta domanda di “rimpatrio volontario” e viene effettivamente rimpatriato. A tal proposito l’Unione delle Camere Penali Italiane ha esplicitamente tacciato il Governo di trasformare “il difensore in uno strumento delle politiche governative di remigrazione” ricordando che “l’avvocato non può essere pagato per ottenere l’esito voluto dallo Stato, ma deve assistere il proprio cliente in piena libertà e indipendenza”. L’ANM ha ricordato, dal canto suo, che l’emendamento in questione mette a rischio l’effettività della tutela giurisdizionale perché collega il premio non già alla qualità dell’esercizio del diritto di difesa ma piegandolo alla volontà dell’attuale governo di incentivare i processi di reimigrazione.

Insomma, una chiara apologia al patrocinio a servizio della propaganda governativa e non più all’interesse dell’assistito.

La seconda disposizione, già contenuta nel decreto-legge, di fatto disincentiva la difesa di chi è destinatario di un decreto di espulsione dallo Stato: mentre finora lo straniero era automaticamente ammesso al patrocinio a spese dello Stato ora dovrà essere presentata un’istanza motivata e corredata da copiosa documentazione relativa all’assenza di redditi familiari in UE e anche nei Paesi di origine. Una prova diabolica – per un pagamento netto di circa 200 euro – che, fino a ieri, era stata esclusa, con ammissione automatica al patrocinio, proprio per le oggettive difficoltà di reperire documentazione utile all’accoglimento dell’istanza e per la peculiarità del relativo procedimento.

Il ricorso per l’annullamento dell’espulsione è un procedimento complesso, che va immediatamente presentato con istanza cautelare di sospensione al fine di evitare che l’espulsione (immediatamente esecutiva, salva la sua sospensione ad opera di un giudice) sia immediatamente eseguita. Un presidio volto a tutelare lo straniero dal rimpatrio in caso di rischio ad essere sottoposto a tortura o a trattamenti disumani o degradanti, o a salvaguardare il suo diritto a restare sul territorio italiano per ragioni di salute, familiari o per la tutela di altri diritti fondamentali. Un presidio che deve obbligatoriamente essere attivato ad istanza di parte e per il quale non è prevista alcuna difesa d’ufficio: se non viene presentato il ricorso da un legale entro termini perentori e non viene chiesta la sospensione del provvedimento, lo straniero può essere immediatamente rimpatriato.

Quindi oggi, tirando le somme, l’avvocato che assiste uno straniero dichiarato irregolare si troverà di fronte al seguente bivio: convincere l’assistito di aderire al rimpatrio volontario, ricevendo un premio di 625 euro «ad esito della partenza dello straniero» o presentare pro-bono (o tutt’al più, sperando in un pagamento di circa 200 euro nette) un ricorso al Giudice per ottenere l’annullamento dell’espulsione.

Uno svilimento della professione forense che si vuole assoggettare alla propaganda della remigrazione, dimenticando che una difesa libera, adeguata ed al servizio del migliore interesse dell’assistito è il primo presidio dei diritti.

Il combinato disposto delle due disposizioni in commento è insomma una palese violazione dell’articolo 24 della Costituzione e intende piegare l’avvocato a logiche propagandistiche. Dimenticando, per usare le parole di Calamandrei che “Gli avvocati non sono né giocolieri da circo, né conferenzieri da salotto: la giustizia è una cosa seria”.

 

Immagine di copertina: Via Flickr Camera dei deputati (licenza CC BY-ND 2.0)

Etichettato con:avvocati, diritti, Italia, remigrazione, sicurezza

Sostieni Open Migration! Facendo una donazione ci aiuterai ad offrire più informazione di alta qualità. SOSTIENICI

Related articles

  • A bordo della Humanity 1A bordo della Humanity 1
  • L’arrivo in porto della Life SupportL’arrivo in porto della Life Support

Web review

I migliori articoli su rifugiati e immigrazione 12/2026

Razzismo quotidiano nei confronti delle persone migranti 24 marzo 2026 Open Migration

Twitter feed

Tweets by open_migration
Sostienici

Open Migration

Open Migration produce informazione di qualità sul fenomeno delle migrazioni e dei rifugiati, per colmare le lacune nell’opinione pubblica e nei media.

Le migrazioni rappresentano la storia più profonda della nostra epoca. Open Migration ha scelto di raccontarla attraverso l’analisi di dati oggettivi.

CILD Open Society Foundations Open Society Foundations

Categorie

  • Diritto d’Asilo
  • Politiche di frontiera
  • Immigrazione & Integrazione
  • Dati
    • Dashboard
    • Infografiche
    • Fact-checking
  • Risorse
    • Approfondimento
    • Idee
    • Web review
    • Glossario
    • Quiz
  • Chi Siamo
  • Missione
  • Privacy policy
Newsletter

Subscribe to our mailing list

* indicates required

Contattaci

CILD - Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili
[email protected]

Follow us

Facebook Open Migration Twitter Open Migration
Creative Commons License
openmigration.org by CILD is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Permissions beyond the scope of this license may be available at [email protected]

© 2017 Open Migration

Questo sito utilizza cookie esclusivamente di natura tecnica e statistica in forma anonima. Disabilitare i cookie tecnici potrebbe avere effetti imprevisti sulle modalità di visualizzazione della pagina.OkCookie policy