Le migrazioni forzate del XXI secolo non nascono più soltanto da guerre o persecuzioni politiche. Sempre più spesso iniziano prima, in modo silenzioso, quando un territorio smette gradualmente di garantire le condizioni minime per vivere. Quando l’acqua non basta più, quando coltivare diventa impossibile e il lavoro scompare, restare non è una scelta: è un rischio. Ce ne parla Romina Vinci
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